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La tendenza a trattenere liquidi a livello tissutale si traduce in un anomalo “gonfiore” (edema) di alcune parti del corpo. Le cause possono essere varie: da gravi problemi cardiaco-renali, all'ipotiroidismo, alla cirrosi epatica, a fluttuazioni ormonali (estrogeni, aldosterone). Inoltre, l'apporto di sale nella nostra alimentazione può risultare eccessivo. Un regime iposodico leggero si basa su un apporto giornaliero di sale tra 5 e 6 grammi: la quantità minima richiesta (il sale è un elemento necessario per l'omeostasi del nostro organismo) è di 1 g, massimo 2 g, al giorno. Le diete troppo povere di sale se protratte a lungo, possono provocare alterazioni dell'equilibrio idrico nell'organismo. Per combattere efficacemente la ritenzione idrica è consigliato assumere almeno 1,5 litri di acqua al giorno e seguire un corretto regime alimentare per l'imitare l'assunzione di sale ed evitare l'accumulo di scorie metaboliche.

Le scorie metaboliche, accumulate sotto forma di tessuto adiposo sclerotico, e l'eccesso di liquido tissutale provocano alterazioni del microcircolo e alterazione della permeabilità capillare (insufficienza veno-linfatica): per il rallentamento della circolazione locale, che determina un ritardo degli scambi nutritizi, ma, sopratutto, impedisce un normale drenaggio dell'acqua e dei cataboliti cellulari, ecco manifestarsi allora la caratteristica pelle a buccia d'arancia accompagnata da edema e succulenza dei tessuti.